Stanley Kubrick fotografo al palazzo delle Arti di Napoli

stanley Kubrick fotografo al palazzo delle arti di Napoli

Dal 13 luglio al 9 settembre 2012 il palazzo delle Arti di Napoli presenta gli incredibili scatti di un mago della regia, ovvero Stanley Kubrick. L'antologica, organizzata con la collaborazione del Museum of the City of New York e per la prima volta in Italia, con la partecipazione dei Musées Royaux Des Beaux-Arts de Belgique, indaga una sfaccettatura ancora molto poco esplorata del regista cult, il suo particolare stile fotografico, che ci svela la spiccata profondità e sensibilità dell'artista, profondità nel capire e rivelare i tanti lati dell'essere umano, che ci comunicherà poi nei suoi postumi capolavori filmatografici.

Scandagliati 168 scatti, di un giovanissimo Kubrick, datati tra il 1945 e il 1950, e stampati dai loro negativi originali, finora conservati nella "Look Magazine Collection" del Museo di New York. Stralci di un'America ben lontana da quella di oggi, nel pieno input del boom economico e nel fermento creativo di una New York ormai d'altri tempi. Fotografie in bianco e nero che raccontano vite, storie ed aneddoti di giornate metropolitane, personaggi che si distinguono tra la folla per quel non so che di particolare, che poi Kubrick amerà così tanto portare sul grande schermo, uomini e donne che spiccano nel fiume frenetico della megalopoli, da lì probabilmente è nata anche l'Alice di Eyes Wide Shut e tanti altri caratteri affascinanti e contradditori. Scatti come ispirazioni, che ci narrano una già spiccata capacità per leggere nei meandri degli intrecci di una quotidianità che sembra banale, ma che nasconde complicati background esistenziali, fili tirati da un burattinaio un po' troppo perverso.

Contraddizione umana, dramma psicologico, mistero, seduzione, nei soggetti immortalati dall'occhio ancora inesperto di Kubrick, si capta già il bozzolo di quella che sarà poi la caratterizzazione estetica dei suoi film. Anche negli anni avvenire, raggiunto già l'Olimpo dei filmmakers del ventesimo secolo, il legame con la fotografia non si spezzerà mai, basta ripassare i suoi tipici lunghi tempi di inquadratura cinematografica, quasi a sorseggiare ed indugiare con la sequenza, come l'artista-fotografo scandaglia le immagini con l'occhio meccanico. Amore e passione pura per l'arte del visuale, che si traduce in un accurato studio per il particolare, la prospettiva, la luce, la posizione dei soggetti e degli oggetti in scena, come fosse se tutto il suo mondo fosse in realtà, una fotografia. Da non perdere, soprattutto per gli amanti di Kubrick, se si ha la fortuna di essere nella bella città partenopea in questo periodo.

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