Documenta (13), la dittatura dell'arte

Documenta 13

Ogni 5 anni una città di circa 200 mila abitanti della Germania, Kassel, si trasforma nella Repubblica Libera di Documenta, dove l'arte diventa protagonista assoluto delle giornate. Dicono sia l'evento più importante dell'arte contemporanea e non stentiamo a crederlo, visti i finanziamenti stanziati per la tredicesima edizione (Documenta 13) di quest'anno pari a 10 milioni di euro e i circa 750 mila visitatori previsti. A Kassel non si guarda in faccia a recessioni di sorta, l'arte e la cultura imperano su tutto e tutto gira attorno a Documenta. Chissà se il professor Bode, che la istituì nel 1955 come mostra, si sarebbe mai immaginato un delirio di onnipotenza simile.

Quasi impossibile per un turista o un appassionato d'arte visitare in tre giorni tutto quello che offre la kermesse, ma con un po' di organizzazione si può vedere molto: partita il 9 giugno scorso, animerà gli spazi della città per cento giorni, con oltre 160 artisti provenienti da 55 paesi. Numeri da capogiro. Presenti anche due artiste italiane, Laura Favaretto con la sua discarica di ferro organizzata come un paesaggio e Rossella Biscotti alla Neue Galerie con l’opera con la quale ha vinto il premio del Maxxi. Il direttore creativo di questa edizione, Carolyn Christov-Bakargiev, ci mostra una suggestiva visione d'insieme:

"Documenta è una riflessione attraverso la nostra estetica, sulle questioni sociali, politiche, artistico storiche. Terreni inseparabili da una sensuale, energica alleanza, tra le attuali ricerche in vari campi scientifici e artistici e saperi sia antichi sia contemporanei. dOCUMENTA (13) è guidata da una visione olistica e non logocentrico che è scettico della credenza persistente della crescita economica. Condivide, e riconosce, le forme e le pratiche di conoscenza di tutti i produttori animati e inanimati del mondo, comprese le persone."

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