L'evoluzione dei canoni della bellezza nella Storia dell'arte

L'origine la si deve a Policleto, storico creatore del "Canone", trattato sulle proporzioni numeriche ideali del corpo umano, vera e propria pietra miliare nella storia dell'estetica. Ai tempi la "statuaria bellezza" era questione di sezione aurea e sottile equilibrio matematico dei volumi, sezione aurea, costante divina o proporzione di Fidia, che dir si voglia, l'armonia seguiva precise regole formali.

Poi fu la volta della Venere di Milo, e non solo poiché l'evoluzione di una "categorizzazione" ormai quasi implicita, attraversa tutto l'arco evolutivo dell'Arte. Passando per l'indispensabile tappa leonardesca, che si concretizza in due tra le immagini più pregnanti veri e propri simboli della forma: la Leda con Cigno o la Gioconda per l'ideale femminile e l'uomo vitruviano per quello maschile, per non parlare della "sempreverde Venere di Botticelli"

Ma non si tratta di punti di riferimento destinati a restar legati ad epoche di "classico splendore" come l'antichità greco-romana o il Rinascimento italiano. Spostandoci sugli ultimi due secoli ritroviamo infatti altri esempi di moderna sensualità come l'Olympia di Manet, le evanescenti ballerine di Degas, le corpose Vahiné di Gauguin, i nudi attorcigliati nell'impeto passionale di Rodin, le teutoniche signore di Tamara Lempicka o le eleganti dame dai lunghi colli di Modigliani. Queste alcune tra le immagini artistiche che ci hanno maggiormente marcato. E le vostre? Lasciatecele nei commenti!

Via | linternaute.com

I Canoni della Bellezza artistica
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