Néon: la materia luminosa dell'arte in mostra al Macro


Dalla Maison Rouge di Parigi, dove ha chiuso le porte poco più di un mese fa, al Macro di Roma, per un'esposizione consacrata al Néon, insostituibile e magica materia creativa del XX° secolo. La strada è breve, ma i passi lunghi ed impegnativi, come i numerosi interrogativi che l'essenza stessa della tecnicità in ballo, porta inevitabilmente con sé.

Perché se le ben settanta opere in mostra ci raccontano una parte della storia e delle sfide dei cinquanta artisti che le hanno immaginate e partorite, spesso a dispetto di secolo di canoni estetici acquisiti, ciò non toglie che "i tubi lucenti", siano forieri di ulteriori e approfondite riflessioni.

Dalla grande Sala Enel (partner del progetto in occasione del suo cinquantesimo anniversario) fino agli spazi dell'articolato intervento architettonico di Odile Decq, prolungamento dell'iniziativa curata da David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi. Frasi, strutture e installazioni, per un mondo da scoprire fino agli inizi di novembre con Jean-Michel Alberola, Pier Paolo Calzolari, Maurizio Cattelan, Marcello Maloberti, Mario Merz, François Morellet, Grazia Varisco, Vedovamazzei e tanti altri.

Il neon preferisce vivere nell'oscurità. Una volta catturato il nostro sguardo, non resta che un passo per attraversare lo specchio e passare dall'altro lato, lì dove splendono le luci in fondo ai sogni. [...] Si tratta di una luce estremamente fragile. Sul muro, un messaggio scritto al contrario e destinato a noi. Douglas Gordon dice che spegnerlo, ci fa morire un po'. Ma può essere che sia semplicemente necessario accettare l'inevitabile e, come Stefan Brüggemann con il suo néon testamentario, reclamare l'estinzione della luce alla morte dell'artista.
(Libera traduzione estratta da "Dream, Eclipse, Blackout...", Antoine de Galbert, "Le Néon dans l'Art des années 1940 à nos jours)

Via | museomacro.org

  • shares
  • Mail