Hundertwasser, il medico dell'architettura per edifici "bio-creative"

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L'uomo è avviluppato in tre strati, la sua pelle, i suoi vestiti e i muri della sua casa. Le finestre sono il ponte tra l'interno e l' esterno, sono come i pori della pelle. Le finestre sono l'equivalente degli occhi

Ad affermarlo è stato l'architetto e pittore, morto nel 2000 Friedensreich Hundertwasser. Un nome di fantasia scelto per ricordare al mondo esterno ciò che amava più di ogni altra cosa, un regno di pace dove l'unico sottofondo è lo scrosciare di cento acque, Friedensreich Hundertwasser appunto.

La fantasia e l'eclettismo hanno contraddistinto tutta l'attività di Hundertwasser. Amante delle linee curve quelle più vicine alla natura e alla ricerca della libertà perduta degli edifici, l'obiettivo dell'architetto viennese era quello di scappare da questa giungla di linee rette che compongono gli edifici, dove anche gli abitanti hanno perduto la libertà e il contatto con la natura. Il ruolo principale degli edifici era conservare il paesaggio naturale e lasciare che le pareti accogliessero la vegetazione, senza il bisogno di distruggerla.

Arrotondando e modificando in modo irregolare le finestre, lasciando che la vegetazione cresca sui tetti e dalle pareti e spezzando la monotonia di una facciata, si dà all'uomo la possibilità di liberarsi dalle proprie catene quotidiane, rendendolo consapevole del luogo in cui vive.

Ebreo, grande estimatore della diversità di ogni cultura, grazie ai suoi viaggi in tutto il mondo, umile contadino che per lunghi anni della gioventù negli anni '40 ha condotto la sua vita in una fattoria, definitosi medico dell'architettura, rimane un ammirabile esempio di come anche una centrale elettrica, o una scuola, possono rappresentare il volto di una società più cosciente in grado di superare le limitazioni austere dello spazio, fisico e mentale.

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Foto| Da Flickr. (Imm.1,Imm. 2, imm.3, imm.4)

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