Julianne Rose. Bambole viventi in carne e plastica

ArmedResponse #16&17 - 2006 - Julianne Rose

Julianne Rose si è specializzata nella fotografia per l'infanzia, costruendosi una certa fama tra le riviste di settore.

L'artista riprende i bambini, il loro mondo e la posizione che occupano nella società soprattutto dal punto di vista commerciale. In una fase così importante per la costruzione della personalità, come appunto quello dell'infanzia, che riflessi può avere l'omologazione dei prodotti su di un bambino? Questo si domanda e domanda l'artista.

Oggetti che vengono manipolati per influenzare il gusto dei piccoli e allo stesso tempo catturare l'attenzione degli adulti. Inevitabile il senso estetico che ne deriva.

Julianne Rose
ArmedResponse #16&17 - 2006 - Julianne Rose
ArmedResponse #8&13 - 2006 - Julianne Rose
ArmedResponse #14,26&27 - 2006 - Julianne Rose

ArmedRespnse #03 - 2006 - Julianne Rose
FleshAndPlastic #6 - 2005 - Julianne Rose
FleshAdPlastic #1- 2006 - Julianne Rose
FleshAndPlastic #3 - 2006 - Julianne Rose
FleshAndPlastic #2- 2006 - Julianne Rose
My Molly - 2006 - Julianne Rose
Live Dolls n2 - 2006 - Julianne Rose

Sulla base di queste considerazioni la Rose ha concepito la costruzione di immagini che giocano sul confronto tra bambino reale e giocattolo, così simili nelle sembianze da essere confusi. La serie "FleshAndPlastic" ne è una dimostrazione. Nel rincorrere l'idea di perfezione di bellezza si arriva a costruire delle bambone viventi.

Altro discorso è poi rivolto all'uso e consumo degli oggetti, che se vecchi vengono gettati perché considerati brutti. Una bambola consumata viene sostituita da una nuova non considerando il legame affettivo che l'oggetto rappresenta spesso per il bambino. A questo principio si ispira la serie di bambole in busta accompagnate da una didascalia con data di produzione e abbandono. Anche qui inevitabile l'atteggiamento che ne deriva nel bambino nuovo=bello.

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