L'essenza della femminilità lontana dal mito nell'iconografia di Giotto

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Voglio proporvi un confronto iconografico. Gli affreschi della cappella della Maddalena di Assisi del 1307 e la Maddalena di Federick Sandys del 1859, separate da cinque secoli di rappresentazioni iconografiche. Eppure balza all'occhio un'inevitabile somiglianza tra le due Maddalene. Giotto,chissà per quale motivo, diversamente che nella cappella degli Scrovegni di Padova, realizzata precedentemente, schiarisce i colori della mediterranea donna trasformandola in una nordica dai capelli d'oro e gli occhi azzurri. Una donna angelicata che alla stregua dell'amico Dante tocca le vette della più alta spiritualità. Che sia stata proprio la letteratura a influenzarlo o viceversa?

Per i preraffaelliti la donna è quasi un'ossessione, soprattutto per Rossetti, ritratta al'infinito e resa la protagonista incontrastata. La Maddalena di Giotto, se non nell'essenza, nell'iconografia, diventa il il prototipo di ogni loro donna, capelli lunghi e chiari, sguardo languido e penitente, oppure perso nel vuoto della loro malinconia.

Sandys rende la sua Maddalena un'icona, non ieratica come quella bizantina, ma sensuale e ambigua come una figura mitologica. Lo sfondo in broccato verde, tipico delle madonne del' 400, è il simbolo di un periodo dove la religione non detta più la moralità come al tempo di Giotto. Il colore tipico dei veneziani crea bagliori seducenti che allontanano l'immagine dalla salda narrazione giottesca.

Niente a che vedere con le donne haitiane di Gauguin dello stesso periodo, ma sempre ritratte come "mito", anche se primitivo. E' molto curioso notare invece come le opere dell'amante di Rossetti, Elizabeth Siddal,sembrano più simili alla rappresentazione della donna giottesca. Nei suoi dipinti manca la sensualità e il fascino conturbante di quelle ritratte dagli uomini del gruppo, mentre mostrano al contrario l'aspetto più fragile dell'identità femminile, per fortuna lontano dal mito e inserita nelle vicende umane.

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Foto| Dal sito Gli Scritti centro culturale e Aleramici

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