Delacroix e il "cielo cangiante" dell'Oriente

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Quando la Francia era in rivolta il pittore Delacroix dal Marocco scrisse ai diretti interessati una lettera datata 5 luglio 1832:

Bene!, voi vi battete e cospirate, quanto siete ridicoli! Andate in Barbaria ad apprendere la pazienza e la filosofia.

Numerosissime sono le lettere del pittore francese, che un anno dopo aver dipinto la famosa Libertà che Guida il Popolo è partito per il vagheggiato Oriente, dai confini più vasti di quelli moderni, che comprendeva anche l'Algeria, la Tunisia e il Marocco. E fu così che il piglio energico dell'Europa, chiusa dalla morsa delle guerre per l'indipendenza e impersonata dalla donna combattiva del dipinto, cede il posto alla tranquillità e alla dolcezza della atmosfere orientali.

Stoffe preziose, luce calda e acciecante, pacatezza e tradizioni diventano fonte di stupore per il pittore romantico, che non smette di confrontare nei suoi diari la spontaneità del modo di vivere dei cosiddetti "barbari" con quello degli Europei, uomini goffi, prigionieri persino dei loro stessi abiti.

E se la moda orientale soprattutto dal '700 in poi, nell'arte ha sempre costituito un punto di approdo per pittori sognatori (che come Ingres hanno sempre messo avanti l'esperienza immaginaria delle terre lontane al viaggio reale), l'esperienza di Delacroix ci parla di un bisogno vero, alla riscoperta delle civiltà primitive, assimilabili alle antiche civiltà del Mediterraneo.

La sua analisi non prescinde dall'annotare con la precisione dell'etnografo atteggiamenti e situazioni che al ritorno in patria trasformavano semplici bozze in vere e proprie opere d'arte. Le donne di Algeri, Nozze ebree in Marocco, Il marocchino che sella il suo cavallo, sono dipinti di una nuova fase di Delacroix, affascinato dalla natura di quelle terre e dall'indole irruenta e nello stesso tempo consapevole di quel popolo, dove i resti dell'antichità fanno da sfondo coerente alla vita nei souks e negli harem. Lasciandosi ammaliare dagli odori delle spezie e dalle "mura ocra sotto di un cielo cangiante leggermente azzurrato",ci restituisce il più naturale scorcio di vita di paesi lontani, oggi solo in parte così diversi.

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Foto| Da Flickr (1, 2, 3)

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