Scampia, la street art su le Vele

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Sebbene siano diventati location di numerosi film e serie tv - da Gomorra film all'ultima, omonima serie - le Vele di Scampia, quartiere di Napoli, sono un luogo oggettivamente brutto.

Il nome deriva dalla forma triangolare di questi palazzi residenziali popolari costruiti tra il 1962 e il 1975 all'interno della legge 167 del progetto abitativo popolare. Interamente in cemento armato, emblema dell'edilizia economica popolare italiana di quegli anni, le Vele di Scampia sono un complesso abitativo in estremo degrado urbanistico e sociale.

Non potendo metter mano alla questione sociale, si è pensato quantomeno di ricorrere alla street art per riqualificare esteticamente questi palazzoni. E così è in procinto un progetto per un maxi murales sull'intera facciata de Le Vele realizzato da David Vecchiato, meglio conosciuto come Diavù, rinomato street artist italiano di fama internazionale.

Protagonista del disegno, Totò, al secolo Antonio De Curtis, noto attore e drammaturgo simbolo della città di Napoli. Il murales, dal titolo "TotoDiabolik", si ispira al film "Totò Truffa" ed è un omaggio al principe della comicità partenopea ma è anche un omaggio a Felice Pignataro, come dichiara Diavù in un'intervista al Corriere della Sera,  che Gombrich definì "il più prolifico muralista del mondo" e che in quel quartiere ha combattuto il degrado con i colori".

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