Museum of Bad Art

CHARLIE AND SHEBA, Anonymous
Chi l'ha detto che l'arte debba essere per forza bella, corretta e levigata? Se aggiungete alla scontata riflessione, il fertile contesto bostoniano, e una buona dose di ironia, eccovi le basi per un museo a dir poco singolare. Direzione Stati Uniti per scoprire un'istituzione artistica che si è ampiamente dissociata dall'armonica idea estetica predominante per svilupparsi liberamente, sulle basi di una cultura visuale variopinta e permissiva come quella statunitense.

Una scommessa insomma, completamente supportata dal Museum Of Bad Art (MOBA), fondazione privata che la cui difficile missione risiede nella collezione, preservazione, valorizzazione ed esibizione della bad art in tutte le sue forme. E non stiamo parlando di una novità, bensì di un'iniziativa rodata, prossima a festeggiare il suo ventesimo compleanno. Fondato nell'autunno 1993, il museo ha ampliato esponenzialmente le sue attività, guadagnandosi il ruolo di vera e propria risorsa culturale del New England.

Un "tesoro" di più di 600 pezzi, un sito e uno spazio limitato, ampliato grazie a numerose collaborazioni con gallerie esterne ed un associazione di appassionati, riuniti sotto l'insegna "Friends of MOBA", per diffondere la causa, fedeli al motto "Art to bad to be ignored". Trovata marketing dalla logica stravagante (evviva l'assurdo in fondo) che strappa qualche sorriso, in un'organizzazione che ha l'aspetto ben serio! E come se non bastasse hanno anche pubblicato un bel libro con tutti i loro "capolavori", quasi 130 pagine di "opere" by Michael Frank, Louise Reilly Sacco. In fondo tra MOBA e MOMA, resta solo una lettera... a ricordare un'enorme differenza.

CIRCUS OF DESPAIR, Unknown
Mari Newman
SHY GLANCE Dawn Marie Jingagian
THE HAIRCUT, M. Jackson and J. Reilly

Via | museumofbadart.org

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