A Palazzo della Pilotta di Parma la mostra su Amos Nattini, pittore di altri mondi

A Parma Amos Nattini, l'artista genovese che affascinò il regime, ma scelse i suoi mondi fantastici

Amos Nattini, pittore di altri mondi si è inaugurata il 26 settembre a Palazzo della Pilotta di Parma. L'artista nato a Genova nel 1892, famoso per le illustrazioni della Divina Commedia nella mostra gratuita fino al 15 novembre, è presentato attraverso un exursus completo della produzione artistica che lo riconsegna ad una più meritevole considerazione. Esposti circa 50 dipinti di cui molti inediti, disegni, studi preparatori e apparati, realizzati tra gli anni '40 e '60 in cui Nattini si ritira ad Oppiano di Gaiano (Parma), dove vivrà gli ultimi anni della sua vita da pittore dell'Appennino.

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Nattini prima di ritirarsi a Parma in un ex eremo benedettino e fatto prigioniero della Gestapo, visse nel pieno del "clima culturale" del regime. La bravura tecnica, appresa dallo studio di Michelangelo e Signorelli e rafforzata dal diploma all'Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova, si tradusse in composizioni pittoriche monumentali e scenografiche, dove l'attualità e i valori dell'umanità erano visti sotto la lente della mitologia classica. Fu proprio lo stile classico, a tratti preraffaellita, il simbolismo e la bravura dimostrata nelle illustrazioni delle Canzoni d'Oltremare di D'Annunzio che lo avvicinarono ai gusti del Duce; nonostante la notorietà di quegli anni, Nattini si ritirò ad una vita solitaria e fuori dal clamore.

A Parma il suo stile mutò. Dopo le 100 illustrazioni della Divina Commedia realizzate tra il 1919 e il 1939, dai personaggi fantasmagorici, quasi fantascientifici, realizzati grazie alla capacità descrittiva dell'artista, all'uso di un linguaggio drammatico e coinvolgente dalle pennellate vorticose, Nattini fa prevalere una visione più intima incentrata sulla vita dei contadini alle prese con le nuove tecnologie agricole e le trasformazioni del loro tempo:

Sono diventato il pittore dell’Appennino, della gente che tira la vita coi denti, dei muli che zoccolano sui sentieri della montagna”

Tra le opere in mostra, dall'atmosfera irreale e lirica: Lo svuotamento del Lago di Nemi, rappresentazione simbolica dell'impresa che ha portato alla luce le navi romane, La bonifica agraria e L’energia idroelettrica, La battaglia di Fornovo.
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Foto| Studioesseci

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