Magia, simboli e mistero secondo Raffaella Simone

Raffaella Simone

Supporti lignei che accolgono frammenti di scritture e immagini, dando voce a un ricco repertorio di prelievi materici, citazioni, elementi simbolici e figurativi provenienti dal folklore, dalla religiosità popolare, da un inconscio abitato da fascinazioni antiche e creature misteriose.

La pittura di Raffaella Simone ha la consapevolezza di un rituale magico, che apparenta dee pagane e martiri di santi, serpenti e figure femminili di magnetica seduzione.

Mescolando memorie di culture lontane e vicine, dal retaggio della spiritualità dell’Abruzzo, la terra di magie dove l’artista si è formata, al patrimonio della letteratura, la complessa grammatica di Simone articola una riflessione sull’identità tanto dell’essere artista quanto dell’umanità contemporanea in generale, sospesa su un inconoscibile denso di amore, paure e aspirazioni.

È, quella della pittura di Simone, un’indagine sulla spiritualità, sulle radici profonde che si allungano al di sotto dei gesti ripetitivi e consueti della quotidianità: un percorso personale di ricerca oltre il visibile, oltre il tempo, un invito a immergersi nella magie e nel mistero dell’esistenza, prendendo coscienza della meravigliosa complessità dell’anima.

Una personale di Raffaella Simone (dal 20 gennaio al 3 febbraio), curata da Francesco Paolo Del Re (autore di questo post) insieme ad Antonio David Fiore, inaugura il nuovo spazio espositivo del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli a Roma. Ingresso libero.

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