Fourth Plinth: sculture per Trafalgar Square

One and Other - Antony Gormley

Questi che vedete sono i 6 progetti selezionati da una commissione per l'opera che dovrà essere sistemata sopra il "The Fourth Plinth" di Trafalgar Square a Londra.

Rimasta vuota per molti anni (dal 1841 al 1999), da qualche tempo la base vede il susseguirsi di opere realizzate da artisti prevalentemente inglesi, ma la presenza dello straniero sta cominciando a penetrare. Infatti la scultura attualmente visibile sul plinto è "Model for a Hotel 2007" dell'artista tedesco Thomas Schütte.

Per il 2008, la commissione ha deciso di dare voce al popolo e dopo una prima selezione ha esposto i modelli alla National Gallery e ha invitato la gente a votare per i progetti scelti. Si può dare la propria preferenza nel museo o online fino al 30 marzo.

The Fourth Plinth
One and Other - Antony Gormley
Faites l'Art, pas La Guerre - Bob&Roberta Smith
Sky Plinth - Anish Kapoor

Something for the Future - Tracey Emin
Nelson's Ship in a Bottle - Yinka Shonibare
The Spoils of War - Jeremy Deller

Successivamente verrà dato il nome del progetto vincente.
La rosa dei candidati comprende artisti come: Jeremy Deller, Tracey Emin, Antony Gormley, Anish Kapoor, Yinka Shonibare, Bob & Roberta Smith.
Ogni candidato ha presentato il modello con le motivazioni dell'opera.

Deller con "The Spoils of War", ha presentato non un'opera d'arte, ma i resti di un'auto distrutta da un attacco in Iraq. Tracey Emin con "Something For the Future" ha pensato ad una scultura che rappresenti una famiglia di suricati (un tipo di mammifero) come simbolo di unità e sicurezza. Anish Kapoor "Sky Plinth", 5 specchi concavi capaci di riflettere il cielo e portarlo sulla terra e rendere immateriale il plinto stesso. Yinka Shonibare ha progettato "Nelson’s Ship in a Bottle", una riproduzione della nave di Nelson dentro una bottiglia gigante di vetro, come simbolo del benessere e della multietnicità londinese. Bob & Roberta Smith hanno ideato "Faîtes L’Art, pas La Guerre". Il monumento vuole ridisegnare la piazza come luogo di cultura e non di celebrazione militare come viene ricordato oggi. Infine Antony Gormley che con "One and Other" ha pensato ad una scultura vivente che celebri l'individuo nella società di oggi, qualcosa di simile ad un Big Brother artistico. Infatti una persona si dovrà alternare sul plinto ogni ora per la durata di 12 mesi. In tutto saranno necessarie 8,760 persone. Un invito al pubblico a partecipare al progetto per svelare le fragilità umane. Partecipazione di massa anche in condizione atmosferiche difficili, quando è notte, piove, fa freddo o nevica.

Il mio voto è andato al progetto di Gormley, perché mi incuriosisce vedere la reazione della gente alla vista di una scultura vivente, sempre lì giorno e notte.

Le foto dei modelli sono di James O Jenkins.

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