Il capolavoro: Francisco Goya - Saturno che divora i figli



Saturno che divora i figli, fa parte del ciclo di dipinti detto "le pitture nere della Quinta del Sordo" che Goya realizzò negli ultimi anni della sua vita sulle pareti della sua casa (la Quinta appunto) presso il fiume Manzanarre. Sono dette pitture nere perchè le tinte dominanti sono estremamente cupe e i temi affrontati altrettanto. Di tutte forse propria questa in particolare è quella più terrificante e orrifica, ed è ripresa dal mito greco di Crono, per i romani Saturno. Quest'ultimo, padre di Zeus, regnava sul mondo, ma siccome gli venne predetto che uno dei suoi figli lo avrebbe detronizzato per sostituirsi a lui, prese la decisione di divorarli. Si salvò soltanto Zeus, che avrebbe poi realizzato la profezia.
Ecco in estrema sintesi il mito di Saturno-Crono, che tradizionalmente rappresenta il tempo, ed è proprio questo il significato iconografico dell'opera: il tempo che divora i suoi figli, il tempo visto come un uomo dallo sguardo allucinato, che in preda ad una foga distruttiva divora, letteralmente distrugge le sue creature, come viene sottolineato efficacemente dal corpo in brandelli del bambino.
Lo sfondo scuro uniforme isola la figura principale che è delineata in modo rapido e sommario, con pennellate di colore chiaro che modellano un corpo mostruoso, come il compito che sta eseguendo. Il tema decisamente terribile, si accorda bene con il tono dominante di questo ciclo di dipinti, caratterizzati da visioni di morte, di follia e di deformità: una serie di incubi che popolano l'immaginario dell'artista e che caratterizzano la sua produzione tarda.

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