Codex Rossanensis, concluso il restauro

Dopo 3 anni di restauro il codice raffigurante il Nuovo Testamento torna nel Museo Diocesano di Rossano Calabro

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Il Codex Purpureus Rossanensis torna a casa. Sono terminati i delicatissimi lavori di restauro di uno dei manoscritti più antichi della storia, risalente al Nuovo Testamento.

Dopo anni di lavori l'evangelario miniato su fogli di pergamena color della porpora (per quello Purpureus), forse il più antico libro illustrato della storia, torna nella sua dimora originaria e dal prossimo 2 luglio sarà nuovamente esposto al pubblico nelle sale del Museo Diocesano di Rossano Calabro.

Tre anni di indagini e di analisi nei laboratori romani dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icrcpal) ne hanno confermato il valore incommensurabile e l'origine orientale nel VI secolo. Oltre a rivelare particolari inediti sulla sua fattura. Il codice sarà custodito nelle sale completamente rinnovate e arricchite da un allestimento multimediale, all’interno di una teca climatizzata che ne consentirà una monitoraggio continuo.

Il codice descrive tramite minuziose miniature le storie del Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Marco, oltre ad una lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. In origine conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima miniatura che contiene i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto dalla presenza delle concordanze eusebiane, e pertanto doveva contare circa 400 fogli.

Credits | Youtube

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