Ai Weiwei 'non è dispiaciuto' e lo dice in un documentario

Non sembra certo un caso che Never Sorry, il documentario di Alison Klayman su Ai Weiwei, esca nelle sale proprio oggi, il giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi di Londra. A ben ricordarsi infatti i problemi dell'artista con la giustizia cinese sono cominciati proprio quattro anni fa. In occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008, Ai era il progettista del grande stadio a Nido d'Uccello, simbolo dell'inarrestabile crescita economica della Repubblica Popolare. Ma in quell'occasione l'artista non aveva nemmeno avuto il tempo per un attimo di fama, messo al bando dal regime per aver denunciato pubblicamente la corruzione di molti funzionari statali dopo il terremoto in Sichuan, responsabili dei crolli avvenuti in edifici costruiti con materiali scadenti. L'odissea di Weiwei era cominciata, la sua colpa quella di non allinearsi. Come un cavallo di troia l'artista non ha rinunciato a vivere in Cina, è stato arrestato, privato del suo nuovo studio appena inaugurato e del passaporto.
Oggi l'inizio delle Olimpiadi nella 'democratica' Londra, capoluogo di quell'occidente che ha sempre seguito con interesse la vicenda umana ed artistica di Weiwei. Olimpiadi che i cinesi, ancora una volta, si apprestano a dominare dal punto di vista delle medaglie, ma non da quello delle idee. Never Sorry è un documento forte e crudo, che imbarazza la classe dirigente di Pechino. Ai Weiwei infatti non è un oppositore politico, né un rivoluzionario o un dissidente, ma semplicemente un personaggio pubblico, una figura carismatica rozza e delicata allo stesso tempo, un uomo che non riesce a tenere la bocca chiusa.

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