Public privacy. A Roma il punto-croce di Donato Amstutz


La galleria romana Valentina Moncada inaugura il 14 febbraio la seconda personale del giovane artista svizzero Donato Amstutz, intitolata "Public Privacy", costituita da due nuove serie ("Vanishing Woman" e "Senza Titolo"), alcune grandi scatole che riproducono medicinali ed un materasso, il tutto realizzato con la pratica del ricamo.

In "Vanishing woman", Amstutz riproduce volti femminili ritagliati da riviste pornografiche fuori moda, ingranditi con la fotocopiatrice e riportati su una tela bianca, dove poi il lavoro viene terminato con la tecnica del punto-croce che trasforma l'insieme dei pixel dell'immagine in una sorta di ex-voto.

In "Senza Titolo", invece, l’artista ricalca con un filo di rame mani incatenate che sembrano alludere a simboli di schiavitù e prigionia o a giochi erotici, ma che in realtà sono immagini ispirate alla locandina di uno spettacolo dello storico illusionista Harry Houdini.

La mostra durerà fino al 27 marzo.

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