La morte di Leonardo in un quadro di Ingres: quando il potere illuminato amava l'arte e la conoscenza

Ingres e Leonardo da Vinci

Ancora una volta protagonista la Francia; questa volta la deliziosa e affascinante cittadina di Amboise dove Leonardo da Vinci ha vissuto i suoi ultimi anni di vita fino al 2 maggio 1519 (anno della morte), ospite del sovrano Francesco I. Visitando il castello di Clou Lucè non si può che rimanere increduli di fronte ai privilegi di una genialità riconosciuta ai massimi livelli. Quasi impensabile oggi.

Leonardo e gli episodi che riguardavano la sua vita, divennero presto nei secoli successivi materia di interesse soprattutto per i pittori, che hanno avvolto, non a torto, ogni aneddoto biografico in un'aurea di mistero e leggenda. Molti artisti neoclassici come Mènageot hanno addirittura ripreso i canoni della scultura classica e le impostazioni dei più altisonanti episodi della storia antica per rappresentare il momento più tragico della vita di ogni uomo, quello dell'abbandono della vita. Un momento tragico che nei riguardi di una personalità come quella di Leonardo assume i contorni di una tragedia classica.

Proprio nella stanza di Leonardo a Clou Lucè, alla sinistra del sontuoso letto, si può fare un facile salto nella finzione narrativa (che poi tanto finzione non è), quando ci si immerge nel quadro di piccolo formato di Dominique Ingres, proprio alla sinistra del letto. Un Vasari preso alla lettera quando Ingres nel 1818 rappresenta il giovane sovrano chinato sul viso del genio,per rubargli l'ultimo salvifico alito di vita, nel quale aveva riposto tutta la sua ammirazione e fiducia. Così scrive Vasari:

Sopragiunse li il re, che spesso et amorevolmente lo soleva visitare; per il che egli per riverenza rizzatosi a sedere sul letto, contando il mal suo e gli accidenti di quello, mostrava tuttavia quanto avea offeso Dio e gli uomini del mondo non avendo operato nell'arte come si conveniva. Onde gli venne un parosismo messaggiero della morte; per la qual cosa rizzatosi il re e presoli la testa per aiutarlo e porgerli favore acciò che il male lo allegerisse, lo spirito suo, che divinissimo era, conoscendo non potere avere maggiore onore, spirò in braccio a quel re,nella età sua d'anni 75.

Il prete che gli dà la sacra benedizione, il fedele allievo Melzi e altri personaggi di corte, fanno da cornice ai profili perfetti da cammeo dei due protagonisti vicini, mentre l'ambientazione perfettamente fedele alla realtà non fa che rendere più vivo quel momento di seicento anni fa. Nonostante si pensi che sia solo una leggenda la presenza effettiva del re sul letto di morte di Leonardo, ci piace l'immagine che ci danno gli artisti neoclassici che hanno preferito unire, tramite un filo invisibile, il mondo politico illuminato che traeva parte della sua linfa dalla bellezza dell'arte italiana e dalle scoperte della conoscenza.

Ingres e Leonardo da Vinci

Foto| Dal sito Settemuse.it

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