Il meglio della scultura in cartapesta a Milano

E' con un certo orgoglio (da leccese) che mi sono imbattuto nei nomi di tre salentini molto illustri, sfogliando il catalogo di quella che sembra la più prestigiosa mostra dedicata all'arte della cartapesta, da molti anni. Sono i nomi di Pietro Surgente (detto Mesciu Pietru te li Cristi - Lecce, 1742-1827), Mauro Manieri (contemporaneo del Manieri) e Pietro Caretta.

In particolare, Caretta occupa, da solo, tutta l'ultima sala dello spazio espositivo, con un suo Trasporto di Cristo al sepolcro datato 1924, e completo di dodici figure colossali di apostoli. Alte più di 2 metri e mezzo, restano nella memoria dello spettatore almeno quando quelle, che però sono in legno policromo, e non in carta e colla, del Sacro Monte di Varallo.

La mostra si intitola "La scultura in cartapesta", raccoglie il meglio della cartapesta italiana dalle poche tracce delle origini basso-medievali fino ai giorni nostri, ed è ospitata dal Museo dell'Arcidiocesi di Milano, fino al 31 marzo.

E' un'occasione in più per rendersi conto del livello di realismo che può raggiungere una materia così a basso costo, e di quanto i salentini dovettero eccellere (e, in parte, eccellono tutt'ora, o eccellevano fino a qualche anno fa col maestro Capoccia, ad esempio) in questo ramo povero ma bello della scultura religiosa.

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