"La luce che ho in mente" di Mario Nanni e Viabizzuno

Mario Nanni, fondatore di Viabizzuno, ha presentato in Triennale La luce che ho in mente, evento che per me si è avvicinato più ad una forma d'arte che al design puro.

Protagonista è stata la luce liv, la lampadina a immagini variabili, che cambia il modo di percepire la luce. Una luce interattiva, che si muove liberamente, creando forme diverse e personalizzabili grazie ad un sistema di hardware e software.

L'evento si è sviluppato in due stanze e in un corridoio, lungo il quale una pioggia di luci ha illuminato ombrelli offerti ai visitatori. Nella prima stanza la luce è apparsa sui cuscini, su una tavolata e su dei libri dalle pagine bianche, in forma di scrittura e di immagini (molto simile ad un'opera concettuale). Nella seconda stanza la tonalità della luce si è modificata a seconda del colore scelto sulla parete (una tavolozza di colori collegata ad un software).

Nanni, operativo nel campo della ricerca di nuovi linguaggi, aveva già presentato questo suo modo di interpretare la luce al MiArt di Milano, al 100% design di Londra e al Salon du Meuble di Parigi, applicando le sue tecniche a diverse superfici come tappeti, quadri, divani e soffitti.

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