The Road To Contemporary Art: il dopo fiera di Roma

Silver Mirro Eyes - 2008 - Jonathan Monk

E' stato un week end intenso per Roma quello appena passato.

Si sono concluse le due fiere di arte contemporanea e siamo qui per commentarle. Questo primo post è dedicato all'evento più chiacchierato, anticipato e pubblicizzato dei due "The Road To Contemporary Art", ma segue a breve l'altro. Le mie conclusioni sono: mi è piaciuta, avvenimento interessante ma c'è spazio per migliorare.

Iniziando dalle mostre, bella "Cose mai viste", curata da Achille Bonito Oliva, allestita alle Terme di Diocleziano che si è prestata bene come sede espositiva, sia per il contrasto antico e contemporaneo, sia per l'ampiezza dello spazio. Opere interessanti, come quelle della seconda mostra "Incipit", di Ludovico Pratesi. Una collezione di collezioni già apparse dagli anni '80 fino ad oggi. Non mi è piaciuta la scelta dello spazio, Palazzo Rospigliosi, non per il palazzo in sé, bellissimo, ma perché non adatto, con stanze piccole, opere troppo vicine (non erano comunque tante).

The Road To Contemporary Art - Roma
Silver Mirro Eyes - 2008 - Jonathan Monk
Donna fiore performance - 2001 - Pier Paolo Calzolari
Il Baubo - 2006 - Robert Gligorov

tredici - 2005 - Dino Innocente
Milioni di morti fanno meno male di una zampa ferita - Vedovamazzei
Table Sculpture - 2004 - Sergio Sarra
Cromosoma G1 - Enrico Tommaso De Paris
Untitled - Anselm Kiefer

Tiberio - 2005 - Francesco Vezzoli
Palazzo Wedeking - The Road To Contemporary Art

Per quanto riguarda la scelta di spalmare la fiera in sedi diverse sparse per il centro della città mi sembrava carina sulla carta, ma in pratica faticosa. Aspettare la navetta, ri-aspettare se piena, ri-ri-aspettare per seguire l'orario di partenza, bloccarsi nel traffico o, cosa ancora più bella, dietro al camion della spazzatura. Stessa impresione per i palazzi scelti, Palazzo Ferrajoli, Palazzo Wedekind, Tempio di Adriano e Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia (fuorimano rispetto agli altri). Belli sulla carta ma non adatti ad una fiera per l'arte contemporanea. Stanze piccole, corridoi, confusione, mancanza di un posto per sostare. E poi mancanza di incontri per parlare di arte, mancanza di prezzi delle opere. Scelta che non condivido, è una fiera non una mostra, così si allontana la gente.

Impressione negativa per i costi. Prezzo del biglietto alto per il tipo di fiera che non ha offerto così tante gallerie, e soprattutto prezzo esagerato per i cataloghi, 4, al costo di 20 euro ciascuno. Cataloghi tra l'altro non particolarmente curati. C'era un'offerta prendi 4 paghi 3, ma forse non tutti gli operatori lo sapevano, in alcune sedi me lo hanno detto in altre no. Sarei curiosa di sapere quanti ne hanno venduti, non ne ho visti tanti in giro e i commenti sul prezzo non erano positivi.

Molto apprezzato dal pubblico femminile invece il sacchetto di carta fatto a rete dato in omaggio con il catalogo (anche qui, in alcuni posti lo davano in altri no).

Per quanto riguarda l'arte, molta fotografia, spazio ad autori noti, bei lavori, meno visibilità per i giovani. Di effetto il budda rosso presentato dalla Aicon Gallery e le opere del Polittico.

Si è venduto? Qualche voce qua e là sembrava soddisfatta, anche per la presenza di stranieri, qualcuno diceva che ci vorrà del tempo per crescere negli anni. E io penso che crescerà, è solo l'inizio.

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