Whitney Biennial 2008. Lo stato dell'arte americana

Whitney Biennial 2008 Inizia oggi la 74esima edizione della Whitney Biennial, evento biennale che si tiene a New York dal 1932.

Gli artisti di questa edizione 2008 sono 81, alcuni più famosi di altri come John Baldessari e Sherrie Levine, che testimoniano lo stato eterogeneo e dispersivo dell'arte contempornea (non solo quella americana). Questo si dimostra nell'uso dei temi e dei materiali scelti. Si va da opere che citano la storia dell'arte, con particolare attenzione al modernismo, ad altre a carattere politico e sociale. Ci sono quelle che si interrogano sul concetto dell'arte e di come debba essere esposta, quelle che illustrano l'evoluzione urbanistica delle città d'America e quelle che trovano ispirazione da paesaggi post-industriali e decadenti. A questo si lega la ricerca della bellezza in posti inaspettati e l'uso di materiali poveri o austeri.

Se c'è un trend che si può notare in questa eterogeneità è l'uso di performance, musica, progetti collettivi, comunicazione fluida e proiezioni video.

La politica come accennato è un elemento che torna in molti lavori, adottata in modo allegorico o indiretto. L'arte rispecchia i tempi, e dato che di incertezza si parla a livello globale e si avverte uno stato di transizione, lo stato dell'arte del Whitney è così. Piuttosto che dare delle risposte precise e nette, gli artisti mostrano una passione per la ricerca e la sperimentazione.

Secondo Portfolio gli artisti più interessanti in questa edizione sono: Amanda Ross-Ho, Mary Heilmann, Louise Lawler, Spike Lee, Mika Rottenberg, Sherrie Levine e Ry Rocklen.

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