L'apogeo di Raffaello in mostra a Louvre


Il Louvre non ne ha abbastanza dei magnifici dipinti di Raffaello custoditi in quel tesoro doloroso che ha abbandonato il nostro paese per riunirsi nello splendore della Galleria Italiana, e per dimostrare degnamente l'ammirazione nutrita oltralpe nei confronti di uno dei più grandi maestri della pittura mai esistiti, si dedica ancora a Raffaello, mettendone in luce gli ultimi anni di vita. La mostra della quale vi stiamo parlando si intitola "Raffaello a Roma, gli anni della maturità. 1512-1520" e, come si può facilmente intuire, verte proprio sull'ultimo periodo del pittore, un lungo momento di influenze e di contaminazioni, trascorso tra i fasti della capitale, che ne ha segnato profondamente il modus operandi, come testimonia un estratto della presentazione sul sito del Louvre:

In quest'epoca il suo eccezionale senso della grazie e delle bellezza manifesta ancora l'influenza del maestro di gioventù, il Perugino, ma Raffaello si ispira anche al suo grande concorrente romano Michelangelo, introducendo una nuova espressività nelle sue opere. Proprio nell'ultimo decennio della sua esistenza incontra anche Leonardo da Vinci, che lo segnerà con i suoi giochi di luce e i chiaroscuri, e avrà un'influenza decisiva sul suo lavoro.

Affrettatevi ad inserirla nelle vostre prossime visite, ma sappiate che non aprirà prima dell'11 ottobre, per protrarsi fino al 14 gennaio. Un'occasione piuttosto rara per ammirare un centinaio di opere, realizzate durante gli ultimi sette anni di vita di Raffaello e riunite a Parigi grazie alla preziosa collaborazione del Museo de Prado, custode di una vasta collezione. Testimonianze che hanno attraversato i secoli e che restano ancora a ricordare un periodo capitale, durante il quale il talento del pittore non smetteva di riscuotere riconoscimenti ben oltre le frontiere e che vide l'artista rinascimentale promotore di una vera e propria "scuola" di allievi, ingaggiati per onorare i numerosissimi ordini e formati al suo magnifico stile per restare nella storia.

Via | club.lefigaro.fr

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