La segreta bellezza dello squallore

BajevicTrovo che “I Wish I Was Born in a Hollywood Movie” sia un lavoro molto poetico. Necessita però di un’avvertenza: per guardarlo prendetevi un po’ di tempo, si apprezza meglio quando non si ha fretta.
L'autrice è Maja Bajevic, classe 1967, nata a Sarajevo, profuga a Parigi per otto anni, tornata dal 1997 nella sua città.
Con questo progetto ha indagato le disparità tra il mondo dorato, idealizzato nelle rappresentazioni popolari della “dream machine” Hollywood, e la realtà cruda, solitaria del quotidiano.

Accompagnate da suoni e musiche che definirei scolorite, appaiono immagini che l’artista ha catturato nelle città di mezzo mondo: Città del Messico, Parigi, Amsterdam, Venezia, Sarajevo solo per citarne alcune. E’ un susseguirsi vario di squallide camere di infimi alberghi e di paesaggi che non verranno mai riprodotti su una cartolina. Però il lavoro crea un’atmosfera di malinconici déjà vu, tale che anche i capelli sul lavandino diventano poesia.

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