Aspettando MiArt and company - Ecco il "fuori Miart"

bros_20&20

Quest'anno il MiArt, è stato particolarmente sostenuto dal circuito artistico della città. Molti gli spazi espositivi, le gallerie, persino i ristoranti e i cafès, che hanno partecipato al programma per addetti ai lavori. Un modo simpatico per attirare la curiosità e l'interesse di chi non vive l'arte tutti i giorni. In questi giorni non si sono contati gli eventi, le inaugurazioni, i vernissages; sabato sera c'è stata la bella iniziativa delle chiusure posticipate per molti musei.

Per le strade e le piazze del centro si sono potute ammirare le installazioni e le sculture monumentali dei "Miraggi" metropolitani, mentre alla Fabbrica del Vapore si è inaugurato il Docva - Documentation Center for Visual Arts di Careof e Viafarini, una nuova video-biblioteca con spazio espositivo e archivio artisti.

Un intera zona, il Tortona District, è stata animata da (con)TemporaryArt, un progetto di Gisella Borioli, che intende promuovere i giovani artisti e le gallerie attente agli sviluppi nell'ambito delle arti visive. Per Milano è stata di un'insolita festa dell'arte contemporanea, con un fitto calendario a cui ha partecipato tra gli altri, MyOwnGallery con "Gold/Zero Karati": una collettiva sul tema dell'oro. Il Superstudio Più si è confermato polo di attrazione con le mostre "20&20" di Bros, "Premiere n.4 - Tracce di Donna" di Gaja Lucchini e "Bon Bon Art" di Flavio Lucchini. Purtroppo ogni bel gioco dura poco, ma fino all'11 aprile si può ancora ammirare "Duhprishus" di Jon Burgerman al Rojo Artspace.

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