Ritratto dei Surrealisti secondo Max Ernst


Come concentrare in una sola tela buona parte della realtà del Surrealismo? Un'impresa nella quale sembra esser riuscito l'artista tedesco Max Ernst, con il quadro "Au rendez-vous des amis", un vero e proprio "riassunto pittorico" della generazione di personaggi chiave del famoso movimento artistico-culturale. La tela, risalente al 1922, rappresenta uno dei più noti ritratti di gruppo e condensa in uno spazio limitato, alcune tra le menti più geniali del periodo, con qualche incursione storica precedente.

Su uno sfondo montano invertito (probabilmente ispirato dal Canton Ticino) fatto di rocce bianche e di cielo nero, si staglia un folto gruppo di figure numerate. Personaggi come De Chirico, Aragon, Desnos, Elouard, Breton e lo stesso Ernst, il gotha culturale della Belle Epoque, ma anche alcuni grandi punti di riferimento ormai defunti come Raffaello Sanzio e Dostoyevski. Un'estensione di 130 x 195 cm di olio su tela, custoditi dal 1976 presso il Museum Ludwig di Colonia. Costruito in costante riferimento alle regole della composizione classica, prontamente reinterpretate alla maniera surrealista, il quadro è diviso in più gruppi di persone, sedute quelle sulla sinistra e in piedi, colte nell'atto di muoversi, quelle poste sul davanti a destra e in piedi quelle in secondo piano.

Una sola donna, la mitica Gala all'epoca moglie ed ispiratrice di Paul Éluard (come poi in seguito lo sarà di Salvador Dalì). Ma Ernst non renderà un omaggio eterno solo ad una delle figure centrali del periodo, il suo è un sentito riconoscimento amoroso nei confronti dell'amata e amante, esaltata dalla scollatura a forma cuore del vestito che le disegna la schiena. Come non fare il parallelo con un'opera celebre, esposta nel 1972, esattamente cinquant'anni prima della tela di Ernst, e che rappresenta un altro famoso gruppo (stavolta solo maschile) di amici strettamente legati come Verlaine e Rimbaud nello stesso "Coin de table" di Fantin-Latour?

Via | museenkoeln.de

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