La rivoluzione è un'arte che si pratica in Egitto ogni giorno

La vera arte è quella della rivoluzione. Prendo in prestito queste parole dal blog Arabawi, per aprire un articolo che parla di graffiti, stencil, attivismo e public art in Egitto.
La rivoluzione in Egitto, che da Piazza Tahrir al Cairo si è diffusa in Medio oriente, non è finita con la caduta di Hosni Mubarak. La lotta per la conquista della libertà individuali e sociali di cui godiamo in occidente, è appena cominciata. Lo sa bene Essam Ata الشهيد عصام عطا, uno dei martiri di questo tempo, morto venerdì 27 ottobre 2011 dopo essere stato torturato in carcere con l'inserimento di un tubo d'acqua attraverso bocca ed ano. Il reato di cui si era macchiato? Nessuno lo sa, il suo fascicolo è stato archiviato ed infangato. L'unica certezza è che le guardie carcerarie se la sono presa con lui perché aveva "contrabbandato" una SIM card per chiamare la sua famiglia.
Un murale a lui dedicato, colorato e vivido, è stato dipinto con rulli e pennelli sulla parete della vecchia biblioteca AUC a Mohamed Mahmoud Street, la via che costeggia Piazza Tahrir. La strada, al centro degli scontri più violenti tra manifestanti e polizia, che si è trasformata in un'enorme bacheca pubblica fatta di scritte e stencil, simboli e slogan nati come 'primitivi segni' a supporto della rivoluzione.

Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo

Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo

A Mohamed Mahmoud Street i graffiti però durano poco, perché fannno paura al potere ed i governi che si sono succeduti li hanno fatti prontamente rimuovere. Ma, da un certo punto di vista, la rimozione fa bene ad artisti e attivisti perché dà loro un'altra possibilità di dipingere ancora e ancora. Spesso si tratta di creazioni poco elaborate ed un po' rozze, ma efficaci anche dal punto di vista estetico, impreziosite dalla bellezza della calligrafia araba (che ci piacerebbe anche poter leggere, decifrare).
Non solo scritte e disegni sui muri, ma anche bandiere, come quella in cui si è imbattuto Hossam el-Hamalawy, il giornalista e fotografo autore degli scatti che trovate in galleria. Una bandiera manifesto che si portavano dietro in una manifestazione padre e figlio, arrabbiati contro la SCAF (Supreme Council of the Armed Forces), il Consiglio Supremo delle Forze Armate in Egitto ed uno dei suoi generali.

Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo
Foto di Hossam el-Hamalawy - Mohamed Mahmoud Street el Cairo

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