I videogiochi diventano arte contemporanea con Art(R)evolution

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I videogiochi possono essere considerati arte? Una questione molto attuale, che negli ultimi anni ha coinvolto esperti e appassionati e che questa volta viene posta dalla mostra Art (R)evolution, un'esposizione temporanea al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in scena a Milano dal 20 settembre all’11 novembre, dove sono esposte un centinaio di opere tra quadri, filmati, allestimenti del videogioco Assassin’s Creed. Il progetto è legato a Game Art Gallery che lo scorso anno ha portato i videogiochi alla 54 Biennale di Venezia con E-Ludo e punta a farli rientrare a pieno diritto nell'olimpo delle categorie artistiche.

Contemporaneamente al WOW-Spazio Fumetto di Milano fino al 23 ottobre sarà esposta la sezione Comics e grafica con lo stesso titolo così da promuovere il più possibile per la città il progetto riguardante la fortunata saga di Assassin's Creed. Ma secondo quali basi è possibile considerare arte un videogioco? Secondo i sostenitori della causa in primis perché i videogiochi - così come i cartoon e i fumetti - sono strettamente correlati al disegno e non solo alla grafica, in secondo luogo perché sono un'espressione pop della nostra realtà.

Secondo molti critici i videogiochi possono considerarsi una forma di pop art, tanto che hanno ispirato artisti come Roy Lichtenstein o Jeff Koons, per altri si tratta di semplice intrattenimento, molto lontano dall'essere una qualunque forma d'arte. Anche il volume dedicato ad Art (R)evolution lancia la provocazione: "Il videogioco non è solo entertainment. È un media, un’espressione culturale, un generatore di emozioni, visioni del mondo, idee e storie… ma un videogioco può essere considerato arte?".

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