Le fotografie di archeologia industriale di Lyle Roblin

archeologia industriale

E' sempre un piacere andare a una mostra nella bella cornice della Società Umanitaria di Milano. La mostra di Lyle Roblin "La vita sospesa delle cose", organizzata da Piccolo Museo Sereno, è un affascinante percorso di archeologia industriale. Le foto in esposizione sono state scattate dall'autore in diverse fabbriche abbandonate del norditalia, ma non manca il famoso Power Station di Londra, molto conosciuto grazie ai Pink Floyd.

Ho avuto modo di intervistare l'autore, canadese italiano d'adozione, che mi ha spiegato quanto sia intimo e personale questo lavoro, nato da una scintilla scoccata sbirciando dietro il vetro rotto di una grande fabbrica. Nelle foto di Lyle Roblin gli ambienti sembrano in attesa, guardandole mi è subito venuta in mente la fiaba della Bella Addormentata. Oggetti e suppellettili sembrano lasciati lì un attimo fa e invece aspettano qualcosa da innumerevoli anni. Nel frattempo la natura ritorna lenta e solenne, riprendendosi i suoi spazi.

Gli assemblamenti casuali degli utensili diventano sculture e nei colori vivaci alternati a polvere e ruggine, sembrano ancora vibrare dopo il passaggio umano. Una lettura antropologica della nostra storia, in cui per esempio gli enormi pilastri in ferro della vecchia Falck di Sesto San Giovanni, diventano dei totem contemporanei, stagliandosi nella tagliente luce del primo mattino.

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