L'America di Hopper al Grand Palais


Della serie incontri tra titani, ecco che Dennis Edward Hopper si impadronisce del Grand Palais. Un'invasione neanche poi tanto metaforica visto che le opere di uno dei più celebri "cronisti pittorici" hanno sposato la causa di uno dei più suggestivi musei parigini. Fino al 28 gennaio 2013, e sotto le direttive di Didier Ottinger, direttore aggiunto del Museo Nazionale d'Arte Moderna MNAM – Centre Pompidou, i visi e i corpi smunti del sogno americano dialogheranno con i presenti.

Il percorso di Hopper si snoda in due grandi parti: gli anni di formazione, che mettono a confronto le opere dell'artista americano, quelle dei suoi contemporanei e quelle che probabilmente l'hanno ispirato, recentemente riscoperte a Parigi, mentre la seconda ripercorre i momenti della maturità, dai primi enigmatici lavori, alle ultime opere:

I dipinti di Hopper hanno la semplicità illusoria dei miti, l'evidenza delle immagini di Epinal. Ognuna di loro è un condensato dei sapori ipotetici e dei sogni che ci ispira l'America. Espressioni dei sentimenti più preganti o pure costruzioni mentali, questi quadri donano luogo alle interpretazioni più contraddittorie. Romantico, realista, simbolista e anche formalista, Hopper è stato di volta in volta etichettato su tutte le categorie. E' sulla messa in luce di questa complessità, segno dell'estrema ricchezza della sua opera, che si concentra l'esposizione.

Via | grandpalais.fr

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