Velo islamico e nudo alla Biennale d'arte africana Dak'Art

Fotografia di Gharrach Mourad

Velo islamico e nudo anche se artistico, non è un connubio fino ad ora visto. Ma così appare ritratta la donna di Gharrach Mourad all'ottava edizione della Biennale dell'arte africana contemporanea Dak'Art, a Dakar fino al 9 giugno.

Per noi occidentali, abituati come siamo a vedere di tutto tra tv, cinema e riviste, può sembrare una cosa irrilevante, ma non per la cultura musulmana. La fotografia di Mourad potrebbe sollevare scandalo e discussioni, non solo in Senagal, dove è esposta, ma anche altrove.

C'è da sottolineare che la foto si inserisce in un clima nuovo che sta attraversando il mondo dell'arte africano, che vuole manifestare uno spirito diverso e aggiornare la sua immagine di fronte agli occhi dell'occidente. L'Africa non è solo arte primitiva e non è fatta da soli artisti di colore come spesso si pensa. Ci sono anche artisti bianchi che sono africani e che alla Biennale rivendicano attraverso l'arte questa loro appartenenza.

Mourad, musulmano di origine tunisina, fra tutti è il più rivoluzionario e quello che ha osato di più (ha intaccato il tabù velo-donna-nudo). Ma non è l'unico innovatore di questa nuova arte africana che vede nella cultura un possibile motore di sviluppo economico.

Via | Corriere

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