Il Darfur, Nadia Plesner e la borsa Louis Vuitton

Simple Living - Nadia Plesner

"Simple Living" è la campagna a favore del Darfur che l'artista Nadia Plesner sta portando avanti da qualche mese. Come si vede dall'immagine è ritratto un bambino con un cagnolino e una borsa simil-Vuitton, realizzata per dare visibilità ad un problema che ha meno attenzione di un accessorio di un personaggio famoso. La vendita del poster e della t-shirt saranno donati alla fondazione "Divest for Darfur".

L'illustrazione sta provocando problemi all'artista. Infatti si riferisce in modo piuttosto evidente alla starlette Paris Hilton e alla casa di moda francese. La Vuitton, credo a salvaguardia della propria immagine e per l'uso non corretto del suo marchio, ha chiesto in febbraio alla Plesner di interrompere la campagna perché ritiene che il suo marchio sia stato utilizzato nell'illustrazione. A questa lettera l'artista ha replicato con una sua avvalorando la libertà d'artista e il fatto che il suo disegno non si riferisce a Vuitton e il marchio non viene mai citato. La sua è un'opera che si ispira a tutte le borse di moda. La Vuitton dai toni pacati, visto l'atteggiamento dell'autrice, è passata alle vie legali chiedendo un danno di 5.000 euro al giorno se la campagna non verrà interrotta.

Tutto è documentato online sul sito dell'artista, che rimane aggiornato al 14 aprile. C'è anche un forum dove si possono esprimere le proprie opinioni. Non ci sono aggiornamenti, ma visto che non c'è un riferimento diretto al marchio, non c'è commercializzazione e l'autrice cita anche un precedente della Lego e dell'artista polacco Zbigniew Libera, l'esito è aperto ad interpretazioni.

Se navigate per la rete vedrete che molti sostengono l'artista e sono contro la casa di moda francese. Non sono proprio d'accordo con questo atteggiamento (a parte il fatto che io adoro le borse in generale e le sostengo!), perché mi sembra un discorso facile schierarsi contro il Golia di turno, la multinazionale cattiva. La Vuitton è andata oltre e avrebbe potuto tranquillamente ignorare l'episodio, ma anche il fatto che chiunque in nome dell'arte può fare quello che vuole per una causa mi sembra troppo. Saranno pure valide le cause umanitarie ma la pubblicità che viene all'artista allora, sfruttando il Darfur, dove la mettiamo?

Via | Torrent Freak

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