"Raffaello verso Picasso" per la riapertura della Basilica palladiana di Vicenza


La Basilica palladiana di Ferrara, capolavoro situato a nord-est del nostro bel paese e intorno al quale si sono sviluppati numerosi progetti di ricerca, ha riaperto i battenti in grande stile, con una grande panoramica dedicata alle "storie di sguardi, volti e figure". Una mostra articolata in quattro sezioni, per seguire l'evoluzione del ritratto pittorico dalla Firenze d’inizio Quattrocento fino al XX° secolo, tra capolavori di Fra’ Angelico, Guercino, Caravaggio, Bellini Veronese, Tintoretto, Botticelli, Cranach, Delacroix, e naturalmente Renoir, la cui "Danza a Bougival" (1883, Boston, Museum of Fine Arts), resa disponibile anche grazie al contributo di Unicredit, costituisce il visual dell'evento.

Quattro movimenti per seguire altrettanti "punti di vista", di cui solo l'ultimo, nonché più recente, coincide con un secolo vero e proprio:


  • il sentimento religioso, la grazia e l'estasi,

  • la nobiltà del ritratto,

  • il ritratto quotidiano,

  • il novecento. Lo sguardo inquieto

E nel proporre il titolo di questa esposizione, come un moto verso luogo, ho scritto Raffaello verso Picasso. Per me, il senso di un andare da una perfezione quasi apollinea nella rappresentazione di un volto, a quello di palese rottura della forma e riorganizzazione entro canoni diversi. L’andare dall’incanto rinascimentale all’inquietudine novecentesca. Non a caso, l’ultima sezione della mostra è la sola dedicata a un secolo identificato. Perché negli ultimi anni dell’Ottocento avviene una frattura, si attua lo stacco rispetto a quella lunga tradizione della forma che l’aveva resa inviolabile, immortale. Quando invece la forma si spezza, sussulta, si fessura da ogni lato sotto la spinta prima di Cézanne e poi naturalmente dei cubisti. Si scardina l’idea di una purezza che veniva dal tempo, lontanissimo ormai, di Botticelli e Raffaello. Per questo nel titolo c’è quel verso, a indicare un punto di partenza e un parziale punto di arrivo, a indicare un percorso lungo secoli. A indicare la complessità di una storia carica di suggestioni. [Marco Goldin, Prologo in forma di (quasi) privata confessione (dal catalogo della mostra)]

Via | lineadombra.it

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