Hans Bellmer e la Poupée

La Poupée di Hans Bellmer

Mi sono imbattuta nelle opere di Hans Bellmer quasi per caso, qualche mese fa mentre cercavo materiale per la mia tesi di laurea. L’artista è ricordato per la sua celebre Poupée, una bambola in legno dotata di giunti snodabili capace, perciò, di assumere le più fantasiose pose.

Sono molti gli scatti che riproducono la bambola nelle più svariate pose. Sembra che il primo impulso dell'artista a creare la Poupée fu di carattere politico: trasferitosi a Berlino, infatti, Bellmer voleva liberare l’arte dalla dipendenza e dalla sottomissione allo stato e alla filosofia nazista che imperava in quel periodo. Ben presto, però, a questa motivazione originaria sembra che si aggiunse il desiderio, sottile e raffinato, di creare la ragazza perfetta: una bambola-ragazza, silenziosa soprattutto, totalmente obbediente alle necessità e ai desideri dell’uomo.

La bambola di Bellmer, il cui volto malinconico sembra essere ispirato a quello di sua cugina Ursula, ha la caratteristica di poter essere smontata, ricostruita, snodata secondo le più profonde fantasie. Tra tutte le pose, ce ne sono alcune che evocano sensazioni miste di elegante erotismo e sofferenza. E’ per questo motivo che Bellmer mi fa riflettere: attraverso i suoi scatti, l’artista trasforma lo spettatore da semplice osservatore a voyeur.

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