Human Nature: Federico Uribe e gli animali di lacci e scarpe

Particolare della tartaruga di Human Nature (Federico Uribe)Osservando Human Nature di Federico Uribe ciò che colpisce maggiormente è la vivacità dell’istallazione: i colori, soprattutto il giallo del grande sole posizionato al centro, catturano lo sguardo lasciando affascinati.

Da lontano non si riesce a cogliere bene la particolarità degli animali e della vegetazione rappresentata: un ghepardo, un coniglio, una palma, uno scimpanzé, sembrano essere uniti solo dal fatto di voler rappresentare l’ambiente naturale, in particolare una giungla.

Guardandoli con più attenzione, però, ci si rende conto che tutti gli elementi dell’istallazione sono ottenuti con i lacci e le scarpe di una nota casa di moda, Puma. L’istallazione, allora, sembra suggerire una possibile funzione di denuncia alla civiltà moderna che, mossa dal progresso, calpesta la natura e tutto ciò che incontra in strada.

Human Nature è così il ricordo e, allo stesso tempo, il monito di un ambiente naturale, e della tranquillità ad esso connessa, ormai lontano da noi che abbiamo costruito da tempo un altro tipo di giungla, fatta di grattacieli, fabbriche, automobili e metropolitane.

Ciò che mi lascia perplessa, tuttavia, è l’idea di utilizzare proprio scarpe Puma. Una vera denuncia sociale, secondo me, non si “veste di marca”: perché l’artista non ha usato scarpe comuni? Il marchio Puma, inoltre, è ben visibile, infatti, è posto sul musetto del coniglio e sui petali di un fiore. Pensavo, all’inizio che egli avesse usato queste scarpe per la relazione con gli animali: il puma, infatti, è un noto predatore della giungla. Però, poi, mi sono ricreduta quando ho visto il biglietto di presentazione dell’opera al Chelsea Art Museum di New York, in cui il marchio Puma ne indica lo sponsor ufficiale.

Al di là della scelta del marchio e degli intenti dell’artista, tuttavia, Human Nature resta un’opera d’arte molto vivace e bella.

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