Keith Haring a Pisa, un murales da scoprire in libreria


Si chiama "Tuttomondo", ed è l'opera d'arte di Keith Haring che ha catapultato Pisa nella dimensione più acuta del contemporaneo come già rilevato dalla mostra visitabile presso Palazzo Blu fino all'11 novembre. Un autentico evento a colori, situato sulla vasta parete che si affaccia su Via Zandonai, strada che confluisce nella grande Piazza Vittorio Emanuele II, che la città toscana non ha dimenticato e che continua a restare ben presente nella memoria degli abitanti che ne furono testimoni diretti ed anche in quella delle generazioni successive, cresciute in un mito che aveva camminato sullo stesso asfalto e lasciato polvere creativa nei luoghi nei quali sarebbe stata respirata ancora a lungo.

Un lavoro che sa di leggenda, anche perché si tratta dell'ultimo grande murales realizzato dall'artista americano che si spense a causa dell'AIDS l'anno dopo, all'età di soli 31 anni. Una perla di 180 mq, realizzata con la partecipazione dei pisani e condensata in un libro di 144 pagine, che rende omaggio al geniale ed eclettico artista pop, a 20 anni dalla scomparsa. Italiano ed inglese per "Keith Haring a Pisa. Cronaca di un murales - seconda edizione", con fotografie di Antonio Bardelli e Cippi Pitschen e testi di di Omar Calabrese, Roberta Cecchi, Piergiorgio Castellani, Carlo Venturini, Andrea De Gioia, una storia ancora attuale.

Nel giugno del 1989, sulla parete posteriore della Chiesa di Sant'Antonio di Pisa, il grande artista newyorchese Keith Haring realizzava l'ultima opera pubblica della sua vita, il murales Tuttomondo.
Il libro vuole raccontare la realizzazione di quell'opera, e rendere un simbolico omaggio a Haring e al suo murales, da molti ritenuto un testamento spirituale.
Questa seconda edizione viene ulteriormente arricchita attraverso una panoramica di eventi e situazioni che raccontano come la città di Pisa vive il murales. Dalle contaminazioni artistiche agli interventi di protezione, dagli happening musicali e multimediali all'intervento di restauro, fino all'intitolazione a Haring della piazza dove si trova il murales.

Via | edizioniets.com

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