Prova di separazione. A Bologna il tempo sospeso di Igor Bitman

igor bitman donne a tavola

Nel comunicato stampa di questa mostra troneggia la parola encausto. Un termine tecnico che definisce l' antica arte praticata anche da Leonardo Da Vinci, in cui i colori vengono mescolati alla cera e in seguito fissati a caldo con arnesi di metallo. E le opere della mostra "Prova di separazione" alla Galleria Forni di Bologna, molto devono ai grandi maestri del passato.

L'autore, Igor Bitman, utilizza un linguaggio pittorico dai tratti chiaramente ispirati a Piero della Francesca, Jan Vermeer, Nicolas Poussin. I colori polverosi si contrappongono alle architetture concettuali, descrivendo atmosfere dal sapore metafisico e i tratti dei volti ben si accostano alle posture ieratiche di queste donne fuori dal tempo. Curiose, queste donne solenni che, forti delle acconciature medievali, si aggirano in pelliccia per città deserte o vagano con i pensieri prima di sorseggiare un caffè.

Abbondano i toni del giallo, dall'ocra al terra di Siena, che risvegliano il freddo e la cupezza delle luci. L'amore per questo colore forse è una reminiscenza delle origini russe dell'artista, che in diverse
tele in esposizione affianca la propria esecuzione a quella della pittrice francese Anne Sophie-Anso.

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