Il Diavolo nel Presepe, due fratelli napoletani reinventano l'antica arte presepiale

Inserire il Diavolo nel Presepe. Rivendicare i fatti empirici sui miti sfuggenti, sfoderare con il visivo i poteri oscuri del male che troppo spesso vincono su quelli del bene. Provocazione, anticonformismo, o semplicemente desiderio di esprimere un concetto innovativo e creativo attraverso un'arte presepiale antica e radicata nelle più profonde origini della cultura del nostro Paese.

I fratelli Scuotto sono napoletani e si dedicano a tramandare o piuttosto a ridisegnare l'arte del Presepe, valicando il confine del più classico artigianato iconografico. I maestri presepiali sfondano audacemente la fastidiosa barriera del lecito e del consentito, inserendo con prepotenza la presenza inquietante di tenebrosi angeli neri in uno dei simboli sacri del Cattolicesimo.

Noi non abbiamo una tradizione di famiglia, quindi inserendoci in un campo che è fatta di tante realtà da anni, secoli se vogliamo, forse siamo riusciti a portare anche un po' di innovazione in questo settore che era un po' stantìo. Forse è stato meglio cominciare da zero e avere orizzonti diversi da quelli che erano i paletti tradizionali

I fratelli Scuotto hanno saputo veicolare un messaggio in quello che non ti aspetti. Hanno fatto nascere orizzonti diversi e lontanissimi dall'idea stereotipata del Presepe legata alle più iconiche figure dell'Ottocento napoletano. La Scarabattola, ovvero il laboratorio dei fratelli in via San Gregorio Armeno a Napoli diventa un luogo dove figure da incubo e surreali pulcinella si incontrano e si scontrano, in un libero fluire di estro creativo fuori dagli schemi, che combatte la crisi a colpi di coraggiosa sperimentazione.

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