Le foto sofisticate e glamour di Arturo Ghergo

Copyright Archivio Ghergo

Questa primavera vede Palazzo Reale di Milano al centro di un turbinio di mostre dai nomi altisonanti, Peter Grenaway e Francis Bacon in testa. Ma nella piazza antistante c'è un ingresso un po' defilato che invita a visitare -gratuitamente- la bella mostra: Arturo Ghergo. La bellezza delle immagini 1930-1959. Pronti a partire per un intenso viaggio agli albori della cosiddetta "glamour photography".

Ghergo nasce nel 1901 in un paesino delle Marche, ma passa gran parte della sua vita a Roma, dove negli anni giovanili inizia a lavorare come fotografo accodandosi al fortunato filone ritrattistico che vede il trionfo degli studi di Eva Barrett e Ghitta Carell. All'inizio gli ingredienti sono gli stessi: clientela blasonata e ricerca costante di un codice autoriale: la firma visuale, il carattere della foto.

Presto il suo stile si evolve, fino a raggiungere la perfezione di certe sfumature dai più irraggiungibili. Tra megafiocchi, balze, cascate di velluto, chilometrici fili di perle ecco loro, le donne, il suo soggetto preferito. Principesse, duchesse e contessine grazie all'attenzione certosina per il taglio dell'inquadratura, la luce, il tipo di carta da stampa, si scoprono bellissime, e le dive del cinema italiano esondano fascino. Ghergo è un antesignano del fotoritocco, spesso i suoi interventi rasentano il pittorico e sono persino esibiti. Con lui fiorisce la nuova tendenza venuta dagli studios di Hollywood decisamente in contrasto con le pose ingessate degli anni addietro.

Arturo Ghergo.Le immagini della bellezza.

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