Eppur si muove. L'optical art del dottor Kitaoka

Kitaoka - Rollers

Op-art” è un acronimo che sta per optical art. Ricorda tanto “pop-art”, ma in realtà è quel movimento che, a partire dagli anni ’60, attraverso l’uso del colore, creava l’illusione del movimento per interagire con il fruitore in maniera innovativa.
Innovativa se si escludono i prologhi di Duchamp e dei futuristi (quanto erano avanti, le avanguardie).

Esemplificative sono le composizioni geometrico-prospettiche di Victor Vasarely, forse il massimo esponente, che, per ingannare le rètine, sfruttano accostamenti di quadrati, cerchi o rombi e contrapposizioni di colori chiari, scuri e complementari.

Epigono della “op-art”, anche per l’approccio scientifico che condivide con il movimento “colto”, è il dottor Kitaoka. Professore di psicologia presso la Ritsumeikan University di Kyoto, da un lustro ha un sito web sul quale pubblica costantemente i suoi esperimenti visivi. Corredati di serissime spiegazioni neurologiche.
Le sue immagini, anche grazie all’uso del computer, raggiungono risultati ancora più efficaci dei quadri di Vasarely o di Riley, dipinti quarant’anni fa con tecniche tradizionali.

via | digitalphotoat.blogspot.com

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