Mostre al Macro di Roma: Neto da toccare, Schneider da guardare

Se amate l'arte contemporanea dovete visitare il Macro di Roma ora che sono in corso i lavori di Ernesto Neto e Gregor Schneider (come si vede sono entusiasta della scelta).

"While Nothing Happens", l'installazione di Neto, è meno grande e coinvolgente delle aspettative, ma rimane un'opera unica e vitale che si può toccare, attraversare, odorare (il profumo speziato è piuttosto forte), fotografare. Avevo capito che c'erano dei suoni di sottofondo, ma evidentemente sbagliavo. L'opera multisensoriale non coinvolge l'udito.

Ma la sorpresa è stata "Double", il progetto di Gregor Schneider. Definirlo claustrofobico è poco. Al secondo piano del museo, due sale da un lato e due sale dall'altro, il doppio, sono occupate da questa installazione che riproduce le stanze dell'abitazione dell'artista. Nel buio totale, a parte qualche piccola lampadina che illumina l'oscurità, sono immersi i cadaveri di una donna, di una ragazza e di un uomo. Più o meno lo scenario è lo stesso per ogni lato del museo.

Il consiglio è di arrivare al piano dall'ascensore così si entra nella scena e ci si abitua lentamente al buio. Ci sono delle porte illuninate nelle stanze, che fanno parte della scenografia e possono essere visitate (si tratta del bagno, della camera da letto dei genitori e di una cella di isolamento), quindi non abbiate paura di entrare...Se sentite delle voci sono quelle dei custodi nascosti nel buio.

Il lavoro mi ricorda il genere di film alla Dario Argento e mi chiedo cosa sia successo nella vita dell'artista per scatenare questa ossessione che riproduce ormai da vent'anni. Qui sì che sarebbe bello girare un video e scattare foto, ma non si può!

La freccia disegnata per terra nella cella di isolamento è soggetta a libera interpretazione, così mi è stato detto. Ma qualcuno ha idea a cosa si riferisce?

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