Vincenzo Agnetti e l'arte concettuale

Apocalisse di Vincenzo AgnettiVincenzo Agnetti è uno dei maggiori esponenti dell'arte concettuale italiana. Scrittore, giornalista, critico d'arte, pittore: sicuramente un uomo dai tanti interessi. Non si può restare indifferenti davanti alle sue opere sempre ricche di significati.

Tra i concetti più originali che l'artista sviluppa c'è l'idea del dimenticare: risale al 1969, infatti il suo "Libro dimenticato a memoria" un'opera costituita dall'immagine di un libro a cui l'artista ha ritagliato la parte scritta delle pagine.

Spesso i titoli e le frasi che accompagnano le sue opere sono veri e propri ossimori che stuzzicano la riflessione. Ne sono alcuni esempi: "L'idea ferma diventa oggetto fine a se stesso" frase riportata nella sua opera "Assioma" del 1972; oppure "I numeri finiscono dove inizia il tempo" riportata in "Tempus mentis" del 1970-71.

Ciò che rende le sue opere d'arte speciali, secondo me, è proprio il fatto di non fermarsi alla fotografia o al dipinto in se, ma l’andare oltre. Opere d’arte e di intelletto, quindi, che ci invitano ad esplorare con la mente orizzonti affascinanti.

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