Il corpo maschile in due mostre in Austria

Il corpo maschile in due mostre in Austria

Da sempre l'arte si è occupata di immortalare il corpo umano nudo, di mostrarne e accarezzarne tutte le sue sinuose forme, creando veri e propri canoni di bellezza nella storia dell'arte. La maggior parte delle volte si tratta di corpi femminili, ragione comprensibile dato l'immenso fascino delle linee gentili della donna, che racchiudono poteri infiniti come quello di vedere crescere e nascere la vita. Ma due grandi mostre che hanno inaugurato quest'autunno in Austria, a Vienna e a Linz, rovesciano lo stereotipo di genere, concentrando esclusivamente l'attenzione sul vigore del corpo mascolino nei secoli.

Il corpo maschile al centro della scena per queste due importanti esposizioni che hanno già aperto accese polemiche da parte dei più benpen della profonda Austria cattolica. La ragione oltre al manifesto della mostra di Vienna, che mostrava tre calciatori vestiti di soli calzini e dal titolo "Vive la France" (opera dei francesi Pierre & Gilles) censurato poi nelle parti intime; sembra essere anche quella del focus completo sul nudo integrale, ma non frontale e canonico bensì spesso immortalato solo nella parte posteriore o comunque in pose inconsuete. I modelli ritratti o fotografati vanno fuori dagli schemi di bellezza greca classica, al contrario sono ritratti iperrealisti che possono raffigurare anche soggetti angusti e tormentati, sporchi, disabili, deboli, o anziani rugosi.
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Dall'antichità ai tempi moderni, durante le epoche, gli artisti hanno sempre omaggiato il corpo maschile senza veli, come mamma l'ha fatto, anche se molte volte idealizzato fino all'impossibile, tanto che ancora adesso uno dei simboli di splendore maschile è l'iconico David di Michelangelo. Inoltre da statistica la maggior parte dei nudi lungo le pareti dei musei e delle gallerie sono femminili, si parla di circa l'83%. Una grande mostra di nudo maschile? Non c'è mai stata fino ad ora secondo gli addetti al settore che hanno curato le mostre.

Questi due musei austriaci cambiano però queste statistiche, svernando un cliché polveroso. Non parliamo quindi solo di statue e nudi ideali, le mostre in questione si concentrano dall'uomo del secolo scorso iniettato in opere di avanguardisti famosi fino ad arrivare all'homo digitalis, disturbando il ventunesimo secolo. Una panoramica senza precedenti sulla percezione della nudità maschile dall’800 a oggi. Non solo il Dio o l'Eroe quindi, il Pensatore o la Guida ma in scena vanno tutti gli essere umani maschili, in tutta la loro eccezionale banalità o straordinaria debolezza. Corpi vulnerabili o vecchi in primo piano e non solo i soliti top model laccati che vediamo sulle riviste di moda più patinate. Soggetti ansiosi e inquieti, che non sono a loro agio con il proprio corpo, o altri cui l'erezione tradisce i più nascosti e proibiti desideri.

Il Museo d'arte Lentos di Linz sviluppa il periodo di tempo dal ventesimo secolo, e organizza una mostra tematica, che esula da ogni ordine logico e cronologico. Alcune opere della collettiva sono firmate da Egon Schiele, Louise Bourgeois, Oskar Kokoschka o Elke Krystufek Silvia, Andy Warhol o Pierre & Gilles. Tutti i lavori sono organizzati in sezioni denominate "Pose", "Età", "Pene" o "Dolore".

Mentre il Museo Leopold di Vienna parte da un passo indietro ma arriva molto più lontano. La mostra aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2013 esplora i canoni del nudo maschile nei secoli. Dall'eroe romantico ottocentesco fino agli esperimenti di oggi più controversi.
Via | Spiegel International
Foto | Museo d'arte Lentos

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