A Brescia la Biennale Internazionale di fotografia 2008

© Simon Norfolk/NB pictures - from the series Afghanistan - 2001 courtesy biennale fotografia-museo ken damy

E' il viaggio il tema della Biennale Internazionale di fotografia di Brescia 2008.

"In qualche parte del mondo", titolo della manifestazione che prosegue fino al 14 settembre, è in realtà la sintesi di un progetto che nasce da lontano e appartiene al 1990, in seguito ad un breve viaggio intrapreso in Algeria. Una folgorazione che vede nascere nello stesso periodo in modo non casuale il museo Ken Dami.

Il tema è affascinante e difficile allo stesso tempo, perché di immagini di viaggi ce ne sono di tutti i tipi amatoriali, professionali, commerciali, belle, brutte. E con l'arrivo del digitale tutti siamo diventati fotografi. La Biennale però va oltre la semplice immagine senza nessun progetto e analisi culturale. L'indagine presentata comprende ricerche fotografiche realizzate da autori storici e autoctoni consacrati da critica e pubblico per la loro capacità artistica che li ha portati a trasmettere un messaggio. Sono esclusi i reportage a causa della vastità delle proposte sul mercato.

Più di mille le opere esposte in questo progetto, dislocate in sedi diverse, a cui si aggiungono quelle proposte nelle gallerie. Nel programma che trovate sul sito sono elencati gli autori e gli spazi nel quale trovarli.

Biennale Internazionale di fotografia di Brescia 2008
© Elysabeth Sunday, Trance Healer, 1995, Balinese Healer - Gold Toned Silver Print courtesy biennale fotografia - museo ken damy
martin chambi - perù - 1934 courtesy biennale fotografia-museo ken damy

Secondo la caratteristica della manifestazione si ripercorre la storia, attingendo dal passato per arrivare al contemporaneo. Il percorso prevede sezioni tematiche. Per esempio nel Museo di Santa Giulia si parte da alcuni ritratti di Nadar del 1855 per proseguire con altri validi professionisti. Si arriva alla scuola di Fukasawa e da qui si inizia il vero percorso dell'evento con la visione degli scatti di quei fotografi che hanno documentato paesi lontani come il Nepal, il Nord Africa e gli Stati Uniti in tempi in cui non era semplice documentrare attraverso le immagini.

C'è la mostra curiosa e inedita di 140 piccole albumine del premiato stabilimento Ganzini che vengono realizzate per l’esposizione industriale italiana del 1881 a Milano sui costumi delle varie regioni italiane. C'è l'America del west rappresentata da Edward Sheriff Curtis e Jeff Dunas. L'America Latina di Martin Chambi (introdotto da alcune immagini dei fratelli Vargas). L'Africa di Marco Paoluzzo e Phil Borges. Il paesaggio dalla strada al deserto con scatti di Franco Fontana, Mario Vidor, Lucien Clergue e inediti di Mario Giacomelli. Il contemporaneo di Gabriele Basilico, Randa Mirza e altri autori.

Spostandoci di sede, al Piccolo Miglio si trova l’ultima performance di Vanessa Beecroft realizzata per la 52° Biennale di Venezia, con le donne del Darfur che si rotolano nel sangue. In mostra anche tre grandi opere di Sudan project. Alla Sala Ss. Filippo e Giacomo c'è la sezione dedicata a Venezia. Robert Gligorov, con la sua mostra-installazione, Marco Ambrosi e Cosimo di Leo Ricatto sono a Contemporanea Spazio Clerici per l’Arte mentre per il circuito intorno alla Biennale, Ferdinando Scianna è alla Galleria dell’Incisione. E l'elenco continua in un vasto percorso che include tanti autori e tante opere.

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