A new american image, Doug Rickard fotografa le strade digitali

In giro ci sono molti artisti e fotografi che utilizzano immagini provenienti da Google Street View. Nel 2011 Michael Wolf aveva ricevuto una Menzione d'Onore per i suoi screenshot al prestigioso World Press Photo 2011. Un lavoro simile ma con risultati più panoramici è quello di Aaron Hobson e recentemente su queste pagine avevamo scoperto il lavoro di Paolo Cirio, tra fotografia e street art.
Oggi ci avviciniamo alle immagini di Doug Rickard, che attraverso Street View lancia una unova riflessione sul significato della fotografia nell'epoca della mappatura globale. Il suo ultimo lavoro, A new american image è nato dopo aver percorso migliaia di chilometri virtuali su Street View e sarà al centro di una mostra al San Francisco Museum of Modern Art.

Rickard ha scelto un processo di cattura che riscopre, almeno in una fase, l'analogico. Non utilizza infatti una combinazione di tasti per effettuare lo screenshot digitale, ma con la sua macchina fotografica ed un treppiedi fotografa direttamente lo schermo. Ne deriva nuova luce e maggiore sfocatura su di un paesaggio americano desolato e periferico, dove transitano e si immergono anonime figure dai volti pixelati.
Con Rickard cambia anzitutto il lavoro del fotografo, non più un reporter, ma un archivista, un gestore di flussi. Un gigantesco mondo virtuale di immagini è a disposizione per ogni artista, chi vuole documentare il mondo può scegliere di farlo semplicemente viaggiando in maniera virtuale su Street View, scoprendo, selezionando, sporzionando. Un'operazione che, a seconda del grado di consapevolezza di chi la compie, contribuisce a ridefinire i confini della stessa fotografia d'arte.
Ne esce fuori un'America piena di poesia e solitudini, dove non ci si mette più in posa, ma si è costretti a farlo senza nemmeno rendersene conto.

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