Street Art Sweet Art – pollice su :)

Vi dicevo di
Street Art Sweet Art al PAC di Milano. Ieri sono andato a vederla. E consiglio a tutti di farci un giro. Prima di tutto perché è gratis. E poi perché, street o non street, alla base c’è della ciccia creativa di livello.

Arrivi al PAC e subito una mega-opera di svariati metri mette a nudo l’animo cocainomane di codesta società contemporanea. Sporca, fumettosa, cattiva. Bella. Il primo testo esplicativo introduce l’esposizione e ammette delle preoccupazioni: arte che nasce nell’illegalità, portarla qua significa correre dei rischi. Firmato: Vittorio Sgarbi. Quantomeno c’è della consapevolezza.

La media dei lavori è alta. Raramente sono opere strappate fisicamente dai muri delle periferie e piazzate lì. Più spesso si tratta di mani che padroneggiano un codice urbano che, più che manifestarsi per quello che è, emerge laterale. Come una certa modalità di guardare, osservare e codificare la realtà. Vedere per credere.

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