L'inconsapevole talento di Vivian Maier tata nella vita, fotografa per passione

vivian maier fotografa mostra a brescia

Bisogna immaginarsela così Vivian Maier: una donna dall'aspetto schivo, capelli corti alla garçon, abiti maschili e con il desiderio di viaggiare per le strade di New York e del mondo, accompagnata dalla sua Rolleiflex. E' proprio nella sua quotidianità, tra il mestiere di tata e la voglia di trovare la sua strada, nei momenti di tranquillità trova l'attimo perfetto per scatti davvero speciali. Vivian Maier è un talento inconsapevole della fotografia che, forse, non si sarebbe mai aspettata nella vita, conclusasi nel 2009, di essere protagonista di mostre internazionali e di avere facoltosi collezionisti come compratori. Anche l'Italia le dedica una mostra: a Brescia la Galleria dell'Incisione dal titolo Vivian Maier. Lo sguardo nascosto fino al 15 Novembre, esporrà scatti degli anni '50-'70 sulla tematica, cara a Vivian Maier, dell'autoritratto e dell'infanzia.
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Vivian Maier ha deciso di girare il mondo, lontana da quei bambini che ha cresciuto per dieci anni con tanto amore e con sguardi sempre attenti e carichi di emozione. Per dieci anni "i suoi figli", come li chiama (per lei che figli naturali non ne aveva), sono John, Lane e Mattew: figli della vita, quelli che si scelgono un pò per caso, ma che al caso non ha voluto lasciare i loro preziosi attimi di crescita, catturati su binari diversi da quelli dei grandi.

E' così che nascono le sue fotografie chiuse in capienti scatoloni per anni, mai mostrate al pubblico, fin quando il sito Flickr non le ha diffuse e fatte apprezzare da tutti. Ho fotografato i momenti della vostra eternità perchè non andassero perduti, dice in una lettera ai suoi bambini ormai cresciuti, dove spiega, o forse giustifica, le ragioni della sua voglia di partire alla ricerca di un nuovo riflesso di se stessa. E ci rimangono foto in bianco e nero dove i bambini non sono più gli stessi che ha cresciuto, ma dove si intravede il riflesso mai perduto della loro innocenza.

Sembra che tra Vivian Maier e i bambini non ci sia molta distanza: li capisce e li interpreta nella voglia di "trasgredire" ingenuamente, decifrando i loro sguardi impertinenti e scomposti. I loro gesti "senza preavviso", noncuranti di quelli più ordinari dei grandi, sono tutti intrappolati nei suoi "click" (come li chiamava Vivian) a ricordarci che a volte si può nascondere un artista anche negli spazi dimenticati del tempo in grado di restituirci istanti incantevoli di poesia.

Foto| Dal sito della Galleria dell'Incisione

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