Rifiuti e piatti sporchi al Castello Sforzesco? Sono le sculture di Bertozzi & Casoni

Albino al bar - 2004 - Bertozzi & Casoni

Sempre in tema di mostre, "Nulla è come appare. Forse", inaugurata questo week end al Castello Sforzesco di Milano, è un'altra meta che va segnalata.

Si tratta di una raccolta di opere scultoree in ceramica di Bertozzi & Casoni, duo artistico che collabora dal 1980, capace di unire l'abilità tecnica e l'esecuzione all'ironia corrosiva e alla creatività.

I lavori si inseriscono tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale e sono una metafora ideale di questi tempi. Vengono rappresentati infatti i rifiuti della società contemporanea sotto forma di accumulo, di piatti sporchi accatastati insieme a scatole e ad animali (e non vengono risparmiati neanche i rifiuti culturali come la "Brillo box" e la "Merda d'artista").

Nulla è come appare. Forse - Bertozzi e Casoni - Castello Sforzesco - Milano
Sparecchiatura, minimi avanzi, natura morta….Ma?! - 2008 - Bertozzi e Casoni
Intervallo “oggi” - 2008 - Bertozzi e Casoni
Composizione in bianco - 2005/2007 - Bertozzi e Casoni

Cuccia brillo - 2003 - Bertozzi e Casoni
Madonna scheletrita, detta scheletro con taglia erba - 2005 - Bertozzi e Casoni
Minimi avanziForse - 2007 - Bertozzi e Casoni
Minimi avanzi - 2007 - Bertozzi e Casoni
Nulla è come appare - 2006 - Bertozzi e Casoni
Cestino della discordia - 2007 - Bertozzi e Casoni

Dall'uso iniziale della maiolica gli artisti sono passati a materiali ceramici di derivazione industriale che corrispondono in modo più appropriato al genere. E con questo materiale hanno realizzato le loro sculture pià recenti, che sono quelle della mostra al Castello.

Tra queste compare "Riflessione sulla morte", una grande composizione con tre tavolini da bar ricoperti da rifiuti e una morte in argento che riflette su di sé e il suo operato. I riferimenti sono alla "Melencolia I" di Albrecht Dürer. E la morte è protagonista di un'altra scultura-installazione "Madonna scheletrita", dove sempre uno scheletro in argento taglia fiori sbocciati su di una zolla di archeologia moderna, cioé fatta di rifiuti e oggetti scartati.

Che siano cestini strapieni di lattine, bottiglie, carta o tavole non sparecchiate, colme di piatti e avanzi di cibo, rappresentano scene di vita in cui non è difficile rispecchiarsi.

La mostra curata da Franco Bertoni chiude il 2 settembre.

In seguito dal 19 settembre fino all'11 gennaio 2009, sarà al MIC di Faenza.

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