Il Prado resuscita un San Giovanni Battista di Tiziano e lo espone accanto ai suoi fratelli


Il San Giovanni Battista recuperato ed esposto al museo del Prado proprio in questi giorni, è un perfetto esempio degli ottimi effetti dell'unione di intuito, testardaggine e buona volontà. Doti che hanno guidato le équipes del Museo e la conservatrice Clara Quintanilla nel suo "miracolo". Perché la tela, ripresentata in tutta la sua bellezza dopo un complesso restauro dalla Pinacoteca, si trovava coperta di bolle e offuscata da numerose mani successive, in una chiesa di Almeria ed era stata classificata come opera di un "anonimo madrilegno del XVI° secolo" prima che Miguel Falomir, direttore del Dipartimento di Pittura Italiana e Francese e grande esperto della scuola veneziana, ne reclamasse l'appartenenza alla prestigiosa istituzione per ragioni di studio.
Il quadro faceva parte dei 3100 pezzi del cosiddetto "Prado disperso", un patrimonio artistico situato in deposito temporaneo in diversi luoghi del paese.

Un ottimo riflesso davvero poco evidente viste le condizioni del San Giovanni Battista, talmente danneggiato da guadagnarsi il titolo di "tela nelle peggiori condizioni mai conosciuta nell'intera storia del museo", ma soprattutto una bella scintilla che ha dato vita alla serie di eventi che hanno portato all'attribuzione dell'opera a Tiziano e al suo inserimento in una sala della galleria, dove occupa il ruolo centrale all'interno di un'apposita mostra che lo vede accanto alle altre due rappresentazioni dell'immagine religiosa realizzate dall'artista italiano: quella muscolare e filosofica dipinta nel 1633 e appartenente alla Galleria dell'Accademia di Venezia, e l'opera tarda (prodotta tra il 1565 e il 1570) conservata nel monastero di El Escorial, che mostra un uomo ridotto alla sua essenza tremante.

"Nel migliore degli scenari credevamo di trovarci dinanzi ad una copia dell'originale andato perso", ricordava Falomir. In veste di pittore terribilmente ricercato, Tiziano aveva l'abitudine di realizzare una replica di ognuna delle sue nuove composizioni, sapendo che prima o poi i clienti, in costante competizione tra di loro, l'avrebbero reclamata. Le prime radiografie e gli scanner a raggi infrarossi hanno messo in evidenza alcune correzioni nella composizione del quadro, un segno inequivocabile della sua originalità, poiché nessun copista ha interesse a ricreare le titubanze del tratto primigenio.

Via | cultura.elpais.com/cultura

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