Adel Abdessemed e la controversa esposizione al Centre Pompidou di Parigi


Adel Abdessemed è l'enfant terrible della creazione contemporanea, colui che non ha esitato a mettere in croce un Cristo di filo spinato, attaccandosi alla dimensione estrema del dolore cristiano e dell'intimo grido dei corpi, resta una delle voci più intense del panorama artistico odierno e ha invaso con le sue creazioni il Centre Pompidou. La mecca parigina espone alcune delle sue creazioni più controverse in una mostra che, già nel suo titolo: "Je suis innocent", suona come una risposta alle numerose critiche che accusano Abdessemed di crudezza gratuita.

Non solo la statua che rappresenta il famoso colpo di testa di Zidane che ha già fatto più volte il giro del mondo, ma un vero e proprio percorso espositivo elaborato intorno ai grandi interrogativi dell'Arte. Può la dimensione estetica esimersi dal suo portato scioccante, e se si, in che misura le immagini possono recuperare una, seppur pallida, aura di verginità congenita?

A questo proposito è lo stesso artista a tracciare la dimensione della sua opera, rievocando il conflitto che da forma all'umanità "Siamo esseri arcaico-tragici, quindi la violenza fa parte della nostra esistenza". Una verità scomoda che non può essere trascurata in qualsiasi analisi che comprenda l'autore in questione, come ben sottolinea la presentazione del Centre Pompidou:

A partire dalla sua apparizione sulla scena artistica, avvenuta intorno al 2000, l'opera di Adel Abdessemed è stata percepita come risposta alla situazione del mondo contemporaneo con tutti i movimenti compulsivi che lo attraversano, elaborata utilizzando il linguaggio dell'arte per esprimere tutta l'energia e la violenza che della loro impronta. Con gli aerei intrecciati di "Telle mère tel fils" (2008), le carcasse di macchine stampate e cotte al forno di "Practice ZERO TOLERANCE" (2006), le strisce di filo spinato puntellate di lame affilate e di punte aguzze di "Wall drawing" (2006), l'artista si serve di diversi mezzi per catturare il suono dei capricci della storia e le contraddizioni del mondo, caricandoli in immagini potenti.

Via | centrepompidou.fr

  • shares
  • Mail